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Chi? al posto di Berlusca?, riflessione debita
view post Posted on 16/5/2009, 11:20P_QUOTE
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GUARDARE e SORPRENDERE VIVERE e COMPRENDERE

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 31/7/2009, 11:01


Signore e Signori, pubblico invisibile, poco espresso, ma senz'altro più che attivo e lettore delle varie mie pensate..insomma a chiunque interessi un minimo di riflessione intelligente e preoccupata, rivolgo questo post, confidando nella capacità di ciascuno, se non di rispondermi, quanto meno di produrre la stessa problematica nel proprio sito che ciascuno avrà senz'altro a disposizione.
E' notoria la campagna di diffamazione che si sta ergendo intorno al nostro ultrasettantenne governatore. Questa campagna, nella quale si trova ben inserita, la compagna dello stesso - o moglie che dir si voglia - mira ovviamente a screditarlo (come se già non bastasse la serie di iniziative da lui messe in atto ed approvate, ma guarda un po', dal 50 per cento + 1 degli italiani, per cui costui è per la terza volta in carica), ma non fa emergere, che io sappia, alcuna preferenza..precisa, nitida, ben espressa, che possa sostituirlo e, soprattutto, che sappia ben gestire il consequenziale allontanamento della mafia dalle istituzioni e dal governo stesso, onde poter accedere, FINALMENTE, ad una politica che sia veramente lo specchio puro, intatto ed immacolato delle persone oneste, non corrotte, lavoratori e lavoratrici, di rispetto verso se stesse e verso l'altro, capaci di assumersi la responsabilità esistenziale, civile, sociale, politica, e umana. Insomma una realtà umana che sia realmente per gli umani e non per una giungla disumanizzata e disumanizzante, come sinora è stato.
Per cui, io mi domando: CHI, chi può essere colui, colei, coloro che potranno assurgere alla funzione di leaders in un mondo come quello in cui ha trovato il posto un presidente USA con idee, senz'altro non nuove, ma coerenti ad una politica dell'uomo, della donna, della società?
Devo dire che Antonio di Pietro e il suo team ha delle carte interessanti da giocare, ma non credo sia sufficiente soltanto lui ..ci vuole di più: ci vuole, dall'altra parte una società umana reale, fatta di persone che abbiano in mente dei valori costruttivi e non una deriva per salvare il proprio esclusivo tornaconto. Certamente tutti abbiamo necessità di mangiare, bere, vestire, dormire, proteggerci dalle insidie interne ed esterne; necessitiamo di poter esprimere la nostra filosofia, la nostra cultura, il nostro entroterra. Siamo per l'appunto esseri umani intellettivamente coscienti. Ma abbiamo altresì bisogno di un contegno, di un savoir faire che ci possa consentire di volgere le nostre capacità al meglio e non al peggio, come sinora è stato.
Abbiamo necessità urgente di rendere il pianeta respirabile, vivibile per tutti, di combattere le malattie sia psichiche che fisiche; di combattere l'alienazione spirituale che sta macellando la mentalità del globo; abbiamo la necessità di smettere di prenderci in giro ad oltranza.
La mia proposta, quindi, è quella di pretendere, DA NOI STESSI, un rigore esemplare nel valutare le scelte, gli obiettivi, il fatto stesso che ci sia ben poco spazio e ben poco tempo per volgere a nostro favore la mutazione ormai innescatasi e non certo frenabile con le chiacchiere e le promesse vane ed insulse.
La mia proposta è quella di pretendere, DA NOI STESSI, una tolleranza esemplare verso gli errori e i limiti che inevitabilmente emergeranno davanti a scogli di portata notevole, di rallentare la foga di voler tutto subito e al meglio, di saper arginare ed evitare, con somma abilità, l'iceberg dell'ignoranza, della xenofobia, del permissivismo incoerente, - cioè di tollerare le angherie in cambio di favoritismi - della mancanza quasi totale di comunicazione reale fra esseri umani e di lottare per riottenere una privacy per il nostro equilibrio intimo che sta, a mio avviso, tremendamente vacillando verso il baratro delle allucinazioni collettive.
La situazione non è grave solo in Italia: è grave nel globo perché manca un discorso che sia realmente interattivo e funzionale per un problema di crisi economica e squilibrante che interessa tutti, a zone e tempi diversi, ma che poi ciascuno avrà modo di subire pesantemente, - la forma è diversa, la sostanza è identica: suicidio.
Il mio non è un discorso di allarmismo, ma di realtà contingente. Un cancro non si mostra mai, lo si deve andare a scovare, perché quando il corpo è sfinito e cominciano i segni del declino, vuol dire che il cancro è all'ultimo stadio ed è irrecuperabile..
Non ha molta importanza quale sia la zona dell'organismo che ne venga colpita: se non si vede, se non ci si accorge in tempo, da qualsiasi parte abbia inizio, comunque l'intero organismo cede. Chi più lentamente, chi più in modo fulminante, ma prima o poi cede alla deriva e al collasso. E così il nostro sistema socio-politico-economico, per non dire la nostra funzione umana reale. Ritengo che sia urgente fare il più nitidamente possibile luce sulla realtà odierna e sapere, ciascuno, come direzionare le scelte, sia nel proprio ambito ristretto, sia nell'interagire nel sociale.
Secondo me è URGENTE DA SEMPRE.




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