Per cui la scelta sembrerebbe un discorso dubbioso. Molta gente è convinta che ci sia un disegno superiore che possa decidere, che questo disegno non sia poi così giusto, che comunque l'esistere è come un terno al lotto, una giocata: c'è chi vince e c'è chi perde, chi vince poco, chi vince molto, chi perde, ma non si fa abbattere, chi vince e perde tutto perchè presuntuoso e irrispettoso; c'e chi perde e crolla; c'e chi vince e vuole continuare a vincere..Insomma le variabili sono moltissime. Unica costante di fondo. Nessuno è mai soddisfatto di se stesso, che è diverso dall'essere soddisfatti , o meno, di ciò che si ha. Di se stessi le persone non dicono mai : non vorrei essere nessun altro che me. In ogni caso. Certamente non c'è molta sincerità, ma questo non è un mistero; per cui trovi il plurimiliardario malato di cancro che dice di essere super contento della vita che ha vissuto, ma poi, se si andasse a vedere bene che vita ha condotto, e che morte fa, che proseguimento lo potrebbe attendere: ebbene, forse non è poi così soddisfacente come vorrebbe credere in se stesso e come vorrebbe far credere agli altri. (lo stesso discorso è valido per chi abbia un'esistenza volutamente povera, o senza responsabilità oppure tutta incentrata sul l'unico proprio problema che esclude gli altri da sè e sè dagli altri: tipico atteggiamento del dittatore Hitler) Gli altri, ovviamente (il 99%) si fermano, in genere, alla prima approssimazione e si ammalano facendo paragoni e varie..Rarissimi i casi in cui realmente ci si accetta, senza deliri né di onnipotenza, nè di denigrazione..veramente rari. Ma è in quei casi che l'esistenza si erge per come dovrebbe essere: un'esperienza.
Ed è solo in quei casi che la reale umanità può tentare un recupero dignitoso di se stessa. E' d'uopo che in un periodo così contorto e subdolo come il nostro ci si adoperi perché una più reale esistenza prevalga. Ma deve ergersi in ciascuno, motu proprio; in questo modo la mentalità dispiega nuove possibilità di adattamento. E' per questo che saremmo in grado di porci al vertice di una catena biologica , ma anche capaci di essere spiritualmente in grado di conoscere sia il prenatum che il post mortem durante il nostro esistere..Questo non è certo una qualità solo fisica, materialistica o meramente di sopravvivenza effimera. Sarebbe il passaporto per la propria <<eternità cosciente>>...Read the whole post...
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